Etnopsicoterapia fenomenologica. Bagagli invisibili

Annalisa Antonucci, Touria Khallady (IGP)

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Durata 2 ore

Durata dell’intervento

Etnopsicoterapia fenomenologica. Bagagli invisibili

Entrare nel mondo della sofferenza dell’altro significa entrare in contatto con il bagaglio invisibile di cui è portatore che diventa veicolo di modi di articolare pensieri, emozioni, relazioni e conflitti. Allo stesso modo, il bagaglio invisibile del terapeuta contribuisce a costruire lo sfondo della relazione terapeutica. L’esperienza migratoria si configura come esperienza limite che attiva aspetti di vulnerabilità in chi la compie. Un evento traumatico di interruzione, di disorientamento che impone una perturbazione dei meccanismi di regolazione dell’individuo e del gruppo. Pertanto deve essere fronteggiata con molteplici strumenti culturali e psicologici. La relazione terapeutica diventa luogo d’incontro in cui è possibile riconoscere e assimilare il nuovo sé – “chi sono e chi posso essere qui per essere riconosciuto” – ricucendolo con il vecchio sé, nell’esperienza della memoria individuale e collettiva, senza perdere la propria identità etnoculturale e attraverso i mezzi propri della cultura del paziente.

L’obiettivo del workshop è esplorare, in un’ottica etnopsicologica, i diversi processi psichici e le loro manifestazioni fenomenologiche riconoscendone significati e valori che, trasformati in strumenti terapeutici, non sostituiscono il senso stesso della relazione d’aiuto ma ne sottolineano l’unicità, aggiungendo ed integrando risorse alla relazione stessa.