Il tempo incantato e l’attimo che cura

Isadora Martino, Jacqueline Gentile (IGP)

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Il tempo incantato e l’attimo che cura

Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire. Pertanto, dobbiamo fare dell’interruzione un nuovo cammino, della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte, del bisogno un incontro.(F. Sabino, da: O Encontro Marcado, 1956).

Ogni concezione del tempo è vera all’interno della propria cornice descrittiva. Esiste un tempo lineare, misurabile, esterno ed esiste l’esperienza soggettiva del tempo, cioè il proprio svolgersi interno, che fluisce o s’incanta in relazione agli obiettivi personali. Questo “tempo nel tempo”, situato al di fuori dello scorrere lineare, può farsi mito e svuotare, così, il presente da opportunità di cambiamento.  L’evocazione artistica nel contesto terapeutico libera, dall’immobilità del mito, l’attimo creativo. In esso passato, presente e futuro convergono in una forma armonica del sé autentico in divenire.