La gestalt dell’età evolutiva La teoria e la tecnica gestaltica nel lavoro con l’età evolutiva

Daniela Marinelli (ASPIC)

Nome dell’autore

Durata 2 ore

Durata dell’intervento

La gestalt dell’età evolutiva La teoria e la tecnica gestaltica nel lavoro con l’età evolutiva

La premessa di questo lavoro nasce da una mia personale integrazione, non solo tra diversi approcci psicoterapeutici, ma tra parti diverse di me. Allo stesso modo il lavoro con i bambini, per gli psicoterapeuti, diventa un lavoro di integrazione personale, in quanto richiede di essere disponibili alla scoperta e all’ incontro con il proprio se bambino. Mentre alcuni approcci ci consentono di rimanere più ritirati e discreti nella relazione terapeutica, poggiando così su alcuni processi difensivi che si muovono nell’incontro con l’altro, l’approccio gestaltico consente di imparare a stare con l’altro, in un contatto autentico e reale, esponendosi all’incontro con il paziente e accettando la propria presenza nella relazione come parte fondamentale del lavoro terapeutico. Questo accade anche e soprattutto nel lavoro con i bambini, con i quali non ci si può mai nascondere dietro una teoria o dietro le parole, ma con i quali bisogna essere aperti ad un contatto profondo e autentico, con noi stessi mentre siamo con il bambino. Il fatto stesso che in una terapia con il bambino, il corpo non possa essere escluso ci comunica tutta la potenza coinvolgente del lavoro con l’età evolutiva e come esso sia in grado di arrivare alla parte più antica e profonda di noi terapeuti, cioè la parte bambina.

Nel workshop si mira a far acquisire ai partecipanti la modalità di utilizzo dell’approccio gestaltico, nel lavoro con i bambini, attraverso alcuni dei concetti fondamentali della gestalt:

  • Il ciclo del contatto: come e perché insegnare ai bambini il ciclo dei bisogni, come procedere con la chiusura delle esperienze interrotte e come riparare a quelle traumatiche, conflittuali, difficili e dolorose.
  • Il corpo: nel suo significato, nelle sue comunicazioni, nell’espressione dell’energia vitale, nelle interruzioni di contatto.
  • La presenza e la relazione: la capacità di stare con se stessi, mentre siamo con il bambino insegna al bambino a stare con se stesso.